L'esperienza nell'allevamento dei canarini di colore è di lunga data. Mauro Montanaro è iscritto al RNA FOI dal 1982 con matricola 256M. Dal 2004 è stato affiancanto dal figli Alex. Da questa data l'attività principale di anellamento è svolto da Alex, identificando i soggetti nati in allevamento con il proprio RNA 94HU.
L'allevamento è situato in Abruzzo e nella precisione a Vacri, un paese che non dista molto dalle città di Chieti e Pescara. Le visite in allevamento sono gradite, ovviamente se preannunciate per motivi di disponibilità di tempo da dedicare ai nostri ospiti.

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Parlando di allevamento ...

Tra le tante esperienze capita sovente di visitare allevamenti di amici o di essere accompagnati a dare un'occhiata ai campioni di un altro bravo allevatore. A volte può succedere di vedere che le gabbie sono fornite di ogni ben di Dio , persino pastoni diversi per tentare di stimolare le canarine all'imbeccata. Per mia ammissione, più di una volta ho dimenticato di registrare la schiusa di una covata e mi sono accorto solo dopo alcuni giorni che il lieto evento era già avvenuto. Ebbene, i piccoli erano grandi al pari di altri, anche se alla femmina non avevo messo a disposizione quel che, nel mio sistema di allevamento, è di prassi. Mi guarderei bene dal dare consigli od esprimere opinioni su altri allevatori che, sicuramente, avranno trovato il loro migliore sistema, perché diciamolo con franchezza non esiste mai un metodo universale attuabile dappertutto. Molto dipende anche dal nostro tempo a disposizione, perché non possiamo dimenticare che parliamo di un hobby. Quindi, ognuno dovrebbe scegliere la metodologia e la tecnica che più si adatta al suo stile di vita, fermo restando il rispetto di regole ineluttabili. La canaricoltura attuale ha raggiunto livelli di specializzazione che anni or sono erano inimmaginabili. Prima, ricordo, i migliori allevatori erano coloro di comprovata esperienza e il più delle volte questi pionieri dell'attuale canaricoltura serbavano i loro personalissimi pastoni, quasi fossero ricette brevettate. Oggi, non esiste un prodotto migliore di un altro, le case produttrici si sono avvalse della consulenza dei maggiori esperti, allevatori e ricercatori, per poter commercializzare prodotti eccellenti per ogni specifica esigenza. Gli stessi integratori hanno composizioni e dosaggi più performanti. Attualmente, per portare a regime un allevamento bisogna possedere solo il giusto equilibrio, perché (teniamolo sempre a mente) troppo spesso le esagerazioni, l'abbondanza e gli sprechi sono i refrain che causano la maggior parte dei problemi, senza rendersi conto della loro effettiva identità. Ogni bravo allevatore deve avere bene in mente il triangolo della vita, il quale per essere ottimale deve sviluppare, matematicamente parlando, la più ampia superficie, ottenibile solo equiparando, il più possibile, i tre lati della figura: ambiente, alimentazione e patrimonio genetico. Leggendo un testo di canaricoltura non manca mai un capitolo dedicato a questo argomento, probabilmente perché mai potrà essere così superfluo ometterlo. Però, puntualmente preferiamo comprare soggetti di alto livello, piuttosto che dedicare risorse nello studio delle soluzioni ottimali per l'habitat o dedicarci con scrupolo al bilanciamento della nutrizione. Sicuramente, queste problematiche le hanno comprese appieno coloro che si dedicano alla creazione di indigeni e gli ibridatori, perché per essi gli ambienti confortevoli sono decisamente il requisito primario per raggiungere eccellenti traguardi. Per quanto riguarda la mia esperienza, essa mi ha condotto a diversi successi, grazie ad un'alimentazione bilanciata e all'uso parsimonioso di integratori o di semi specifici che vado a somministrare unitamente al classico miscuglio e ai pastoni che acquisto tra quelli disponibili sul mercato. La scelta dei prodotti deve rientrare in un programma alimentare che in qualche modo deve essere testato almeno per un congruo ed adeguato periodo, al fine di dare tempo sufficiente all'adattamento alimentare. Ogni allevatore deve instaurare con i nutrimenti un'attenta conoscenza per poter avere sempre il monitoraggio della situazione. Cambiare repentinamente marca o tipologia di pastone solo perché si verifica una mortalità dei nidiacei e, ancor più, scegliere un prodotto sulla base di un sentito dire sono errori che l'esperto allevatore non commette mai. Il concetto è che, comunque, non esiste un pastone superiore a qualsiasi altro. Probabilmente ne esisterà qualcuno più appetibile, ma saturo di grassi e altri più secchi, in qualche modo meno graditi. Il compito dell'allevatore è sempre quello di abituare i propri animali a cibi con giusti valori nutrizionali, a seconda delle diverse stagioni. Personalmente, adotto per tutto l'arco dell'anno la stessa alimentazione di base con lievi variazioni a seconda del periodo, prediligendo nella muta una formula più grassa ed arricchita di aminoacidi. Infatti, non faccio mai mancare la spirulina (integrazione un paio di volte a settimana) e un preparato a base di lievito di birra ed aminoacidi essenziali che, in adeguate dosi, integro al pastone inumidito con acqua e semi germogliati, che uso in tutti i periodi, aumentandone il dosaggio in quello riproduttivo. Lascio a disposizione, soprattutto in estate un pastone mielato (sicuramente più appetibile) a cui unisco un miscuglio di semi prativi (va benissimo quello che usano per carduelidi). Questo tipo di nutrizione mi permette di non fare, come si faceva un tempo, le periodiche passate di complessi vitaminici ed evitare persino la miracolosa preparazione precove a base di vitamina A-D3-E. Sono convinto che per evitare uova chiare e affrontare una riproduzione senza troppi imprevisti, l'unico requisito necessario è che i riproduttori siano in perfetta forma. Da evitare assolutamente di mettere in riproduzioni soggetti in non perfette condizioni fisiche, perché potrebbe accadere di vederla alacremente all'opera nell'imbecco dei nidiacei e poi improvvisamente abbandonare per ritirarsi (stressata) sul fondo della gabbia.
Un'ottima risposta alla mia personale conduzione la ottengo nel momento della muta, allorquando noto, con immenso piacere, che i canarini hanno diminuito sensibilmente l'abitudine di beccarsi. La pica è una manifestazione fisiologica allorquando i canarini hanno bisogno di aminoacidi essenziali. La spirulina, adatte integrazioni di un composto vitaminico arricchito, ben bilanciato, e un miscuglio di semi prativi, sicuramente vanno a soddisfare queste necessità. Non faccio uso di frutta e verdura, ma ciò non vuol dire che è meglio non somministrarla. Ogni allevatore deve adottare un regime alimentare in base alla propria disponibilità di tempo. La cosa più importante è l'equilibrio e non somministrare alimenti senza una regola abitudinaria. Faccio riferimento ai cani: i veterinari consigliano un'alimentazione "monotona" a base di mangime secco. La somministrazione di alimenti più appetibili fa solo male all'animale.
Di volta in volta proviamo nuovi soluzioni, le stesse che si leggono sulle pagine delle riviste specializzate. Così quest'anno abbiamo integrato al pastone il couscous ammollato in acqua e, alle femmine indaffarate all'imbecco dei piccoli, la frittatina. I risultati sembrano essere buoni, ma attenzione . se i canarini stanno in perfetta salute crescono anche solo con un miscuglio di semi, una foglia di insalata e un pastone secco sempre a disposizione.

Chiudo con un suggerimento. Ottenere i soggetti previsti, in base all'ordinativo degli anelli inamovibili, dovrebbe essere un dato di fatto che l'esperto gestisce senza ulteriori imprevisti e stabilisce in base alla capacità di spazio a disposizione. L'allevatore deve avere solo la premura di prevedere e valutare la risposta qualitativa dei propri nati. A tal proposito, chi alleva diversi tipi e varietà di canarini di colore, per poter gestire al meglio le future mostre ornitologiche potrebbe programmare anticipatamente la quantità dei soggetti da ottenere per ogni categoria di concorso. In pratica noi facciamo così. Suddividiamo gli anelli, destinandoli prima del tempo alle diverse tipologie e varietà (es. da n° 1 a n° 40 Nero Opale Recessivo; da n° 41 a n° 55 Nero Opale Bianco Soffuso e via dicendo). Con tale sistema abbiamo il monitoraggio costante dell'effettiva produzione e della disponibilità dei canarini per le prossime competizioni, senza dover ricorrere a conteggi particolari. In tal senso abbiamo un controllo attento sulle nascite in qualsiasi momento della stagione con la possibilità di cambiare le coppie in riproduzione in base alle esigenze contingenti. Per tale evenienza tratteniamo sempre un numero maggiore di femmine, pronte ad entrare in scena al momento opportuno.

pubblicato 2008